Wine Spectator: è un Rojas Castlillo il vino n.1 al mondo, ma un Brunello conquista il terzo posto

E’ il San Filippo Brunello di Montalcino le lucere 2015 di Roberto Giannelli, definito dalla prestigiosa guida americana “un rosso impressionante”. Il Massolino Barolo 2016 conquista la sesta posizione. In totale ben 21 vini italiani entrano nella classifica dei 100 migliori vini planetari dell’anno. IN ALLEGATO L’ELENCO COMPLETO TOP 100 DI WINE SPECTATOR

Wine Spectator: è un Rojas Castlillo il vino n.1 al mondo, ma un Brunello conquista il terzo posto

E’ un Bodegas marqués de Murrieta Rioja castillo ygay gran reserva especial 2010, il vino migliore del mondo. Lo ha decretato l’attesa selezione della autorevole rivista Wine Spectator, la bibbia degli appassionati di vino nel mondo che si abbeverano ogni anno religiosamente al suo verdetto per capire come gira il mondo planetario del vino.

Il Borgedas Marqués de Murrieta, cantina che risale al 1852 e che ha segnato profondamente con una visione d’avanguardia tutta la regione del Rojas, è stato premiato “Per la sua storia, la sua qualità, il richiamo all’impegno e la visione”. E per la cronaca, il suo costo non è stratosferico, si aggira fra i 130 e i 140 euro, se non alla portata di tutti almeno alla portata di molti.

Bisogna spostarsi negli States per trovare il vino secondo calssificato. è l’Aubert pinot noir Sonoma coast uv vineyard 2018. “Potente e strutturato – questo il giudizio degli esperti di Wine Spectator spazia dalla ricchezza minerale al frutto rosso e alle spezie. Il finale brillante mostra purezza impressionante e nitidezza di pietra calda, silice e sottobosco. Al suo meglio fra 2021 e 2026”. E anche in questo caso lo si trova, se lo si trova, a 100 dollari.

Grande trionfo italiano per l’ambitissimo terzo posto della selezione mondiale. Sul terzo podio è salito un vino toscano, il San Filippo brunello di Montalcino le lucere 2015 di Roberto Giannelli. “Un rosso impressionante” è stato definito dagli estensori della Classifica, come è impressionante la vicenda di Roberto Giannelli, imprenditore fiorentino che si occupava di brokeraggio immobiliare.

Meno di dieci anni fa lo avevano interpellato per immettere sul mercato l’azienda San Filippo. Vederla, innamorarsene e decidere di farla sua fu tutt’uno.

Giannelli acquistò l’azienda e si dedicò anima e corpo alla sua produzione di vino di alta qualità, con i risultati riscontrati ora autorevolmente da Wine Spectator. Raro esempio di perfetta sintesi tra tradizione e modernità enologica, per assicurarsi un San Filippo che all’origine è stato immesso sul mercato a 90 euro e che oggi risulta esaurito in azienda, bisogna spingersi a pagare sui 190-200 euro, (prezzo post premiazione) ma ne vale al pena.

Grande soddisfazione a Montalcino per questa notevole affermazione. Se ne è fatto interprete il presidente del Consorzio del Brunello di Montalcino, Fabrizio Bindocci . “Siamo felici di questo riconoscimento – ha detto – perché darà una mano importante a tutta la denominazione e ci complimentiamo con un’azienda, la San Filippo, che come nella nostra migliore tradizione persegue da tempo la qualità totale. Ma siamo anche particolarmente orgogliosi della nostra annata 2015 che ci ha permesso di limitare i danni in questo tragico anno. È un prodotto – ha aggiunto – che stupisce per una qualità media forse senza precedenti, ma che dovrà condividere la scena con la 2016, annata considerata straordinaria ancora prima di essere messa in commercio”.

Dietro il nostro Brunello si è piazzato un vino della Napa Valley, il Mayacamas cabernet sauvignon mount veeder 2016.

Si torna quimndi in Europa con il quinto classificato un Domaine de la vieille julienne Châteauneuf-du-pape les trois sources del 2016, nome storico, risale al XVII° secolo, dalle alterne vicende per il quale si toccano i 350 euro.

Sesto posto per un altro vino USA, il Kistler chardonnay russian river valley vine hill vineyard 2017.

E troviamo al settimo posto, nella top ten mondiale, un altro eccellente vino italiano il Massolino barolo 2016, una cantina strettamente legata a Serralunga d’Alba e alla tradizione delle Langhe, un vino che nasce e si evolve nel più puro stile classico ma che nella sua storia trova anche il motivo della sua eccezionalità.

Chiudono la lista dei primi dieci vini al mondo: Bodega Piedra Negra Chacayes Los Chacayes 2015, ,Beaux Frères, Pinot Noir Ribbon Ridge The Beaux Frères Vineyard 2018 e Bollinger, Brut Champagne La Grande Année 2012.

In totale l’Italia è riuscita a piazzare ben 21 etichette fra i primi cento vini di quest’anno

  • 1 Rioja Castillo Ygay Gran Reserva Especial 2010 di Bodegas Marqués de Murrieta
  • 2 Pinot Noir Sonoma Coast UV Vineyard 2018 di Aubert
  • 3 Brunello di Montalcino Le Lucére 2015 di San Filippo
  • 4 Cabernet Sauvignon Mount Veeder 2016 di Mayacamas
  • 5 Châteauneuf-du-Pape Les Trois Sources 2016 di Domaine de la Vieille Julienne
  • 6 Chardonnay Russian River Valley Vine Hill Vineyard 2017 di Kistler
  • 7 Barolo 2016 di Massolino
  • 8 Chacayes Los Chacayes 2015 di Bodega Piedra Negra
  • 9 Pinot Noir Ribbon Ridge The Beaux Frères Vineyard 2018 di Beaux Frères
  • 10 Brut Champagne La Grande Année 2012 di Bollinger

I top del mondo – L’elenco completo dei vini premiati da Winespectator

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