Vino: le piccole cantine scoprono il web

Nella crisi generale crescono gli ordinativi tramite e-commerce. Prodotti di qualità da terreni sostenibili combattono sul mercato globale

Vino: le piccole cantine scoprono il web

Una buona bottiglia di vino? La compro on cline. Ormai va così, fino a quando non si sa. Le degustazioni sono esercizi del passato con centinaia di sommelier ansiosi di ripresentarsi ai tavoli e ai raduni. Il vino soffre in tutto il mondo e quello italiano che ha combattuto e vinto battaglie commerciali e di qualità con concorrenti agguerriti, rischia il tracollo. Le piccole cantine per mantenere mercato si sono dovute avvicinare rapidamente all’e-commerce. Un sistema moderno, certo, ma che comprime riti, viaggi, sorseggi nelle cantine medesime, nelle enoteche, nei winebar. A farci fare buoni acquisti online ci pensano gli enologi che testano le bottiglie prima della commercializzazione.

Da anni ormai i piccoli produttori italiani sono tra i più attenti al mondo alla qualità dei rossi e dei bianchi. Una gamba fondamentale della rigenerazione ecosostenibile delle storiche zone di produzione. Senza la Rete, però, non sarebbero sopravvissute alla crisi da coronavirus. Tutte insieme fatturano 11 miliardi l’anno e ad aprile hanno avuto richieste di acquisto del 300%. Stando alla piattaforma Wineowine.2 mila imprese, per lo più certificate per i vitigni, le colture, le tradizioni scontano la chiusura di ristoranti e alberghi. Di eventi e meeting, dove si consumano milioni di bottiglie, nemmeno a parlarne.

La richiesta diretta di vino è crollata vertiginosamente e per i duri principi del mercato, i grandi schiacciano i piccoli. E le piccole cantine, appunto, che non fanno parte dei circuiti dei grandi supermercati, hanno dovuto investire sull’e-commerce. In quattro mesi hanno visto l’incremento del 700% del numero di bottiglie vendute, rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Wineowine si compiace dei risultati. Continua la ricerca di piccoli produttori senza trascurare valutazioni sugli standard qualitativi. “Dall’inizio del 2020 – dice Luca Cotichini, manager di Wineowine – abbiamo dato spazio nel nostro catalogo a oltre 50 piccoli produttori provenienti da tutta Italia. Cerchiamo di raccontare con passione il territorio del Belpaese e i suoi straordinari artigiani del vino a un pubblico affezionato”. Si propongono acquisti che hanno radici robuste nei territori. I sommelier ne valutano le proprietà a tutela degli acquisti. Spesso il marketing abbina al vino anche altri prodotti regionali. In ogni caso per il mercato italiano è un’annata difficile. Si stimano cali di fatturato generalizzati tra il 30 e il 70%. Certamente più elevati per le cantine medio-piccole, ha stimato la rivista Winenews. Sull’e-commerce scrive che l’Italia parte da numeri bassissimi, che dovrebbero compensare il calo dei consumi della ristorazione. Beh, in attesa che la fase 2 sia pienamente operativa, qualcosa si muove.

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