Reputazione web, il miglior CEO del Food italiano è quello di Campari

Secondo la “100 top manager reputation”, la graduatoria stilata ogni mese da Reputation Science, l’austriaco Bob Kunze-Concewitz è il top manager con miglior reputazione sul web tra quelli delle principali aziende italiane del settore alimentare: precede Ferrero e Barilla.

Reputazione web, il miglior CEO del Food italiano è quello di Campari

Non c’è niente da fare: il 2018 è stato proprio l’anno di Campari. Non solo in Borsa, come già rilevato da First&Food, ma anche sul web. L’azienda italiana del Food&Beverage è stata infatti nell’anno solare appena passato il miglior titolo del FtseMib, cioè l’indice più importante della Borsa di Milano, dove l’alcolico rosso rivaleggiava con corazzate del mondo finanziario, assicurativo e industriale. Ma non è tutto: secondo la “100 top manager reputation”, la graduatoria stilata ogni mese da Reputation Science, joint venture tra Community e Reputation Manager, alla fine del 2018 il CEO di Campari, l’austriaco Bob Kunze-Concewitz è il top manager con miglior reputazione sul web tra quelli delle principali aziende italiane del settore alimentare.

Il 51enne, entrato nel gruppo Campari nel 2005 e diventato CEO due anni dopo, è 42esimo nella classifica generale, nella quale ha guadagnato a novembre cinque posizioni: è davanti a Lapo Civiletti del gruppo Ferrero (72esimo), a Guido Barilla (80esimo) e a Gabriella Chersicla di Parmalat, solo 95esima, oltre che a manager del calibro ad esempio di Paolo Scaroni (48esimo), Marina Berlusconi (43esima), Piersilvio Berlusconi (86esimo), Gianfranco Battisti (44esimo), Luca Cordero di Montezemolo (58esimo), o ancora Andrea Della Valle (88esimo su 100) e James Pallotta (68esimo).

Campari, fondata nel 1860, possiede una galassia di marchi nel settore Beverage: nel suo portafoglio ci sono, tra gli altri, Aperol, Appleton Estate, SKYY, Wild Turkey e Grand Marnier. Pochi giorni fa ha aggiunto al suo carnet anche un altro marchio francese, il Bisquit Cognac, per un valore di 52,5 milioni di euro. L’azienda è ormai la sesta al mondo per importanza nell’industria degli spirit di marca, distribuisce prodotti in 190 Paesi nel mondo, con posizioni di primo piano in Europa e nelle Americhe, conta 18 impianti produttivi in tutto il mondo e impiega circa 4.000 persone.

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