Osterie d’Italia: nella Guida Slow Food un invito a visitare l’Italia che resiste

Selezionate 1.697 osterie su tutto il territorio nazionale. Non ci sono chiocciole quest’anno, il miracolo è che siano rimaste aperte. La salvezza per alcune nella possibilità di dehors vecchi o nuovi. Notizie per chi viaggia: segnalati i locali in prossimità delle autostrade e delle stazioni ferroviarie

Osterie d’Italia: nella Guida Slow Food  un invito a visitare l’Italia che resiste

Non ci sono chiocciole e le presenze dell’anno scorso sono tutte confermate: la Guida delle Osterie d’Italia – Sussidiario del mangiare all’Italiana di Slow Food, arriva in libreria con una scelta solidale nei confronti della ristorazione italiana di base. I tempi sono duri, e già mantenere in piedi attività duramente penalizzate dalle misure governative per il contenimento della Pandemia è un atto di coraggio e al tempo stesso forte testimonianza di resilienza, un impegno di positività, da parte di osti, ristoratori, di tutto il mondo che ruota attorno alle osterie, per la ripresa del Paese Italia.

Per questo i curatori della Guida hanno ritenuto quest’anno di non assegnare riconoscimenti e al tempo stesso di mantenere nella pubblicazione tutte le osterie citate nell’edizione dello scorso anno, senza eliminarne alcuna per far posto alle new entry che quest’anno sono 119.

In complesso nell’edizione 2021 i duecento collaboratori della Guida delle Osterie d’Italia hanno recensito in totale 1.697 locali, includendo le realtà di ristorazione specifiche di ogni regione come le pizzerie in Campania, i fornelli in Puglia e le piadinerie in Emilia-Romagna con due segnalazioni aggiuntive molto utili, soprattutto per chi viaggia, le osterie vicino alle stazioni ferroviarie e quelle vicino alle uscite autostradali.

La regione che conta più segnalazioni è la Campania, seguita da Toscana, Piemonte, Emilia- Romagna e Veneto. Subito dopo arrivano Puglia e Sicilia, a testimoniare che quella delle osterie è più che mai un’identità legata a tutto il territorio italiano e non specifica di alcune zone.

«Abbiamo riflettuto a lungo sulla possibilità di uscire o meno in un anno del genere – scrivono i curatori Marco Bolasco ed Eugenio Signoroni, poi ci siamo resi conto che queste pagine sono una testimonianza importante di un pezzo di Paese, rappresentano una comunità fatta di osti, di territori e di appassionati avventori che le osterie le vivono. Le piccole grandi economie di territorio, fatte di gestioni familiari, di imprese agricole, di reti virtuose, hanno saputo resistere e da piccole trasformarsi e apparire grandi a chi non le conosceva ancora»

In effetti, in un periodo in cui si è stati costretti a molte rinunce, il mondo delle osterie e delle trattorie ha tenuto e dimostrato di occupare un posto particolarmente rilevante nella scala di valori di buona parte degli italiani. E nei mesi tra i due lockdown, molte hanno registrato un record di presenze soprattutto grazie alla possibilità di dehors vecchi o nuovi.

Per ripercorrere la storia delle eccellenze in coda alla Guida è presente la lista completa di tutte le osterie a cui è stata assegnata la Chiocciola dalla prima edizione a oggi, a tracciare una panoramica dell’evoluzione della ristorazione di eccellenza, come testimoniato dalla presenza di alcune realtà che costituiscono dei punti di riferimento assoluto nel panorama nazionale e internazionale.

L’uscita di Osterie d’Italia 2021 si correda di due importanti azioni a sostegno delle osterie. La prima è una sezione sul blog di Slow Food Editore, in continuo aggiornamento, che comunica le attività intraprese dagli osti per sopperire ai vari provvedimenti di chiusura e restrizioni orarie a cui sono soggette le attività ristorative in questo delicato periodo storico.

La seconda è un forum digitale, in programma lunedì 23 novembre, che costituirà un vero e proprio momento di confronto tra la Guida e le osterie per capire i bisogni, le difficoltà ma anche i progetti per il post-pandemia e le opportunità frutto dell’ingegno a cui si è dovuti ricorrere da marzo a oggi. Più che un punto della situazione, il forum sarà l’occasione per pensare in chiave propositiva al presente ma anche al futuro.

Condividi

Commenta