Osteria Francescana: Bottura “serve” i Beatles

Riapre i battenti il ristorante stellato di Modena, e lo fa rispolverando una vecchia passione dello chef Massimo Bottura: le canzoni della band di Liverpool, che danno il nome a 11 piatti del nuovo menù.

Osteria Francescana: Bottura “serve” i Beatles

Tre mesi di inattività servono pur a qualcosa. Almeno non manca il tempo per pensare a come ripartire, quando sarà il momento, e a farlo in grande stile. E’ il caso dell’Osteria Francescana di Modena, il pluripremiato ristorante stellato della star dei fornelli Massimo Bottura, che ha riaperto i battenti con un menù speciale e nuovo di zecca. Che la musica fosse una passione del noto chef e che spesso la gastronomia possa sposarsi con altre forme artistiche era noto, ma stavolta Bottura ha stupito tutti: il nuovo menù sembra piuttosto una playlist ed è interamente ispirato alle canzoni dei Beatles. I piatti, o meglio i titoli, sono 11, riportati su 2 pagine, una in italiano e una in inglese, anche se per la verità i titoli delle canzoni sono già in inglese, dunque l’unica differenza è l’abbinamento col vino, che diventa wine pairing.

Per dare il nome alle fantasiose creazioni Bottura ha rispolverato i grandi classici della band di Liverpool, la cui rivoluzione culturale dopo tanti decenni è ancora in grado di influenzare persino la cucina: così non può mancare, dall’album Sgt. Pepper’s Loney Hearts Club Band, il piatto LSD, acronimo di “Lucy in the sky with diamonds”, ma anche “A day in life”, “Yellow submarine”, “Strawberry fields”, o giochi di parole come “In Thea Sky Without Lucy”, un altro piatto dedicato all’album Sgt. Pepper’s Loney Hearts Club Band e anche titoli allusivi come “We Are All Connected Under One Roof”, con riferimento al leggendario Rooftop Concert (concerto sul tetto) dei Beatles il 30 gennaio del 1969 a Londra. Ma vediamo uno per uno questi suggestivi piatti.

LSD

Apertura lisergica nelle iperconcentrazioni con meringhe evanescenti che si contraggono nelle mousse in cui la prima (Rosa) spinge su acidità vibranti che si innestano sul terroso della Rapa Rossa, accelerazione che evapora nella seconda (Verde) balsamica di menta, basilico, lime in potenza “quintessenziale” e con quest’ultima che si “mette a terra” nella terza (Arancione) a base di una carota in cui la terrosità viene rilanciata da uno zenzero colto nella sua accezione più radiciosa del termine.

A Day in the Life

Pane sfogliato, annodato con miele di Casa Maria Luigia e cristalli di sale

Cellophane Flowers & Kaleidoscope Eyes

Seppie, nero di seppia, cappesante, cozze e bottarga

Yellow Submarine

Rombo, patate, ananas, daikon, fiori

Strawberry Fields

Riso con gazpacho di fragola, lambrusco, gamberetti, mozzarella affumicata e pepe Sechuan

If lm Wrong lm Right

Merluzzo in salsa di curry verde

We Are All Connected Under One Roof

Ravioli, pancia di maiale affumicata, vongole di Goro e New England clam chowder

Whos Afraid of Red Yellow Green and Orange

Piccione glassato con mirtillo e sambuco, salsa di ciliegie, crocchetta di piccione con albicocca e savor

In and Out of Style

Crème caramel con latte, foie gras, caramello e miele di Manuka

Summer Is Coming

Crumble con spuma di yogurt, granita di piselli, fragole, carote, azuki e shiso, origami di patate e basilico

In Thea Sky Without Lucy

Pesche arrosto, salsa di mirtilli, sciroppo di betulle, gelato di rosmarino, meringa di rose, zucchero filato e amaretti

Sgt. Peppers Loney Hearts Club Band (reprise)

Vignola, Camouflage, macaron di lampone, madeleine allo yuzu

Condividi

Commenta