Obesità dei bambini in età scolare: il primo pericolo è la colazione

Il 30 per cento dei bambini in età scolare in Italia è in sovrappeso o è obeso, siamo ai primi posti in Europa. Sotto accusa l’alimentazione familiare, La dieta mediterranea, un fondamentale contributo

Obesità dei bambini in età scolare: il primo pericolo è la colazione

La Comunità scientifica internazionale è unanime nel ritenere che una sana alimentazione in età evolutiva è fondamentale per la crescita e la salute del bambino ed è basilare per stabilire sane abitudini alimentari che influenzeranno lo stato di salute dell’uomo adulto. Purtroppo negli ultimi decenni si è verificato un rapido aumento della prevalenza dell’obesità e delle patologie ad essa correlate, fenomeno che coinvolge in maniera preoccupante anche l’età evolutiva: in Italia i valori della prevalenza di obesità nei bambini in età scolare sono tra i più elevati in Europa con un’alta variabilità interregionale, percentuali più basse nell’Italia settentrionale e più alte in quella meridionale. I dati forniti da OKkio alla Salute, il sistema di sorveglianza nazionale dell’Istituto Superiore di Sanità, indicano che in Italia circa il 30% dei bambini in età scolare è in sovrappeso oppure obeso. Tale percentuale cresce al Sud fino a raggiungere il 44 % in Campania e si riduce nelle regioni settentrionali.

Tra le cause imputate a tale fenomeno la scarsa aderenza alla Dieta Mediterranea in età evolutiva è tra gli argomenti più studiati negli ultimi anni. Il consumo di alimenti di origine vegetale, tipici della Dieta Mediterranea, sta diminuendo; al contrario sta’ aumentando quello dei prodotti di origine animale, specialmente nei Paesi del Sud Europa. La conferma delle criticità di basso consumo di alimenti di natura vegetale osservate in età evolutiva vengono sottolineate anche da OKkio alla Salute. I risultati dell’indagine del 2016 hanno riguardato un campione di 48.946 bambini di tutte le regioni italiane. Il 20% dei genitori ha dichiarato che i propri figli non consumano quotidianamente frutta e/o verdura.

In questo scenario la famiglia assume un ruolo fondamentale, infatti sono numerosi gli studi che confermano come le abitudini alimentari condivise dal nucleo familiare influenzino le scelte dei bambini. Il processo di osservazione e imitazione che prende il nome di teoria dell’apprendimento sociale proposta da Albert Bandura, sostiene che l’apprendimento non implica il solo contatto diretto con gli oggetti, ma avviene anche mediante esperienze indirette, sviluppate attraverso l’osservazione di altre persone. Da questo si comprende come la disponibilità nell’ambiente domestico di un’ampia varietà di prodotti alimentari e la varietà delle preparazioni, aiuta a superare le barriere al consumo di certi alimenti, in particolar modo di frutta e verdura. Questo però non sempre accade, alcuni genitori fanno un’alimentazione monotona consumando una ristretta gamma di alimenti e così facendo limitano l’esposizione dei propri figli a nuovi sapori, altre volte i genitori adottano strategie sbagliate, come la costrizione all’assunzione di certi alimenti o la promessa di ricompense, che possono avere effetti opposti a quelli sperati.

Ma allora cosa fare? Buone pratiche alimentari come fare una prima colazione, consumare una merenda adeguata ai fabbisogni e fare attività fisica, costituiscono senza dubbio un utile mezzo per prevenire l’insorgenza di disordini alimentari e migliorare la performance scolastica nei bambini.

Un documento sulla prima colazione prodotto dalla Società Italiana di Nutrizione Umana (SINU) e dalla Società Italiana di Scienze dell’Alimentazione (SISA) riporta che: “L’evidenza scientifica oggi è concorde nel promuovere e sostenere il concetto che una prima colazione equilibrata, che sia abitudine regolare fin dalla prima infanzia e che si mantenga tale anche in adolescenza, favorisce lo sviluppo di un buono stato di nutrizione e di salute ed il loro mantenimento nel corso degli anni.” A questo va aggiunto come dimostrato da numerosi studi su prima colazione e performance cognitive scolastiche, i bambini che fanno la prima colazione hanno una maggiore capacità di essere concentrati, prestano maggiore attenzione e sono più vigili rispetto ai coetanei che non la fanno, hanno inoltre un rendimento scolastico migliore e presentano voti più alti.

Tuttavia, nonostante che la colazione sia uno dei pasti fondamentali, è spesso saltata dai bambini in età scolare. Dall’indagine OKkio alla Salute è emerso che il 9% dei bambini italiani di 6 e 10 anni salta la prima colazione e il 31% fa una colazione non adeguata, ossia sbilanciata in termini di carboidrati e proteine. Inoltre, la ricerca ha messo in evidenza che il basso titolo di studio della mamma è associato ad una maggiore percentuale di bambini che saltano la prima colazione e aggiunge, che la percentuale di bambini che consumano regolarmente la prima colazione è più elevata nelle regioni del nord Italia rispetto ad alcune regioni del sud. Oggi le ricerche scientifiche ci dicono che saltare la prima colazione non solo favorisce il rischio di non coprire i fabbisogni nutritivi giornalieri, ma espone i bambini ad avere una sensazione di fame più elevata nel resto della mattinata. Questo meccanismo spesso conduce al consumo di alimenti con maggiore densità energetica che possono concorrere all’incremento del peso corporeo.

Assodati i benefici della prima colazione la domanda che nasce spontanea è: quale colazione consigliare?

Gli autori del documento condiviso sulla prima colazione (SINU-SISA) suggeriscono che la colazione deve essere equilibrata preferendo alimenti più ricchi in carboidrati a basso indice glicemico e fibra, si è visto infatti che i bambini che consumano cereali integrali a colazione non solo presentano un migliore apporto di vitamine e minerali e un minor apporto di sodio, ma tendono ad essere più frequentemente normopeso rispetto ai coetanei che non li consumano. E’ ben noto che l’apporto di fibra si accompagna a maggiore sensazione di sazietà, il che evita o riduce l’assunzione di spuntini abbondanti nel corso della giornata. Al contrario, il consumo abituale di alimenti ad elevato indice glicemico determina, per gli effetti sulla glicemia e sulla stimolazione della secrezione insulinica, un maggior rischio di sindrome metabolica.

Nella tradizione italiana, gli alimenti più frequentemente consumati per la prima colazione sono cereali, latte, suoi derivati e frutta. Il pane integrale e in generale i cereali integrali sono da preferire rispetto a quelli raffinati, per il maggiore contenuto in fibra, vitamine e sali minerali. Il latte o lo yogurt (per quest’ultimo preferendo quello al naturale e facendo attenzione che sia privo di zuccheri aggiunti) sono alimenti ricchi di nutrienti essenziali e contribuiscono in misura rilevante alla copertura dei fabbisogni di energia e di macro- e micronutrienti in tutte le fasi della vita e soprattutto in età evolutiva. Per una colazione più energetica e per soddisfare chi preferisce una colazione salata, anche i derivati del latte come formaggi e burro possono essere considerati a condizione che si tenga conto dell’elevato potere energetico e del loro apporto in grassi saturi e sale. Il consumo di frutta a colazione sarebbe auspicabile sia per i bassi consumi nelle fasce di età più giovani, sia per fornire importanti nutrienti come acqua, vitamine e componenti bioattivi. Discorso a parte per i succhi di frutta che oltre a non contenere la quantità di fibra del frutto intero sono spesso confusi con i nettari di frutta che, oltre alla polpa frullata o al succo del frutto, contengono acqua e eventualmente zucchero o altri edulcoranti, additivi come addensanti, acidificanti e aromi. Nel caso che si optasse per questa scelta preferire quelli al 100% di frutta, senza l’aggiunta di conservanti, dolcificanti o aromi. Infine non bisogna demonizzare il consumo a colazione di altri alimenti quali crostate, merendine, lieviti, uova e salumi che possono fornire occasionalmente integrazioni aggiungendo varietà alla prima colazione.

In conclusione, l’importanza del ruolo della prima colazione non solo per i benefici in età evolutiva, ma anche per quelli che si possono guadagnare in età adulta, rappresentano un valido motivo perché questa pratica alimentare venga svolta. Dolce o salata, purché equilibrata, la colazione costituisce un fondamentale pasto della giornata essendo capace di regolare importanti meccanismi del controllo della fame e della sazietà che a cascata possono influenzare gli altri pasti della giornata, contribuendo in tal modo anche a contrastare il sovrappeso e l’obesità nel bambino.

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