Niko Romito numero uno in Italia per Gambero Rosso

Lo Chef di Castel di Sangro conferma la supremazia già guadagnata l’anno scorso per i giudici della Guida dei Ristoranti d’Italia. Antonino Cannavacciuolo retrocesso di una posizione. Novità di quest’anno i premi ai migliori under 30 promesse del domani.
TUTTI I RISTORANTI PREMIATI

Niko Romito numero uno in Italia per Gambero Rosso

E’ Niko Romito, chef che ha fatto di Castel di Sangro in Abruzzo, l’ombelico dell’alta ristorazione italiana,   tre stelle Michelin, imprenditore, organizzatore, docente di cucina, consulente di ristoranti di alto livello a Dubai, Pechino a Shangai, il numero Uno degli chef italiani per il 2020. Lo ha laureato la Guida dei Ristoranti Italiani 2020 del Gambero Rosso, presentata oggi a Roma.  Per Romito si tratta di una conferma, infatti, già l’anno scorso con lo stesso punteggio di 96/100 lo aveva collocato sul piedistallo nazionale.

Subito dopo Romito si piazzano ex aequo, con un punteggio di 95/100, l’Osteria Francescana di Massimo Bottura a Modena, ristorante premiato con tre stelle Michelin e classificatosi primo ristorante al mondo nella lista dei The World’s 50 Best Restaurants negli anni 2016 e 2018 e La Pergola del Rome Cavalieri dove regna sovrano Heinz Beck, italo-teutonico, ma lui si sente “più italo”, tre stelle Michelin ininterrottamente dal 2005. Anche in questo caso si tratta di due conferme rispetto alla Guida dello scorso anno. Perde invece una posizione passando da 95 a 94 il tristellato ristorante Le Calandre di Massimiliano Alajmo a Rubano.

Con lo stesso punteggio si collocano in terza posizione anche Piazza Duomo ad Alba di Enrico Crippa e Mauro Uliassi a Senigallia, entrambi tristellati.

Nella votazione di 94/100 la Guida dei ristoranti italiani del Gambero Rosso registra quest’anno un piccolo terremoto e riguarda tre nomi altisonanti della ristorazione nazionale di eccellenza: Don Alfonso di Sant’Agata sui due Golfi scende di una posizione, così come la Torre del Saracino di Gennarino Esposito a Vico Equense, così come scende di posizione uno dei più esposti mediaticamente chef italiani, Antonino Cannavacciuolo di Villa Crespi.

La Guida dei Ristoranti d’Italia del Gambero Rosso compie trent’anni e i curatori ne traggono spunto per sottolineare come in trent’anni il mondo dell’enogastronomia sia cambiato radicalmente.  Bastano pochi numeri a rendere l’idea: Ristoranti d’Italia 1991: 966 locali recensiti, 10 Tre Forchette. Ristoranti d’Italia 2020: i locali recensiti sono passati a 2685, 35 Tre Forchette. L’enogastronomia italiana è diventata il volano per eccellenza dell’immagine del made in Italy. Il cibo è un valore riconosciuto e studio, ricerca, sperimentazione, formazione continua ne sono requisiti indispensabili. Il ristorante è un’esperienza complessiva che nasce da un’intesa sempre più serrata fra sala e cucina.

Partendo da queste considerazioni la Guida si presenta quest’anno con alcuni cambiamenti. Il primo riguarda la ripartizione dei punteggi: 50 punti per la cucina (fino lo scorso anno erano 60), 30 per la sala (prima erano 20), 20 per la cantina (invariato). Il bonus restringe il suo raggio d’azione (1 solo punto): per meritarlo fatte salve location uniche per struttura e paesaggio, bisogna davvero dare qualcosa in più in termini di formazione, etica e sostenibilità, lotta allo spreco.

Altra novità è la vetrina riservata ai migliori 30 under 30 ovvero i giovani (fra sala e cucina) attorno ai trent’anni che per filosofia e formazione sono in grande sintonia con i tempi e lasciano ben sperare per un futuro della cucina, così come si accende un faro, con le due forchette rosse, su quei locali in pole position per raggiungere il traguardo delle Tre Forchette.

In totale la Guida 2020 ha assegnato 35 Tre Forchette al top nazionale della ristorazione italiana, 30 Tre Gamberi alle trattorie di qualità, 10 Tre Bottiglie, 4 Tre mappamondi ai migliori ristoranti etnici, 3 Tre Coccotte ai bistrot e 3 Tre Boccali, 18 Premi Speciali e 5 Due forchette rosse.

I Premi Tre Forchette 2020

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