La dieta dell’uomo di Neanderthal? A base di pesce

La sorprendente scoperta è stata pubblicata sulla autorevole rivista Science: ben prima dell’Homo Sapiens, dunque, i nostri antenati avevano un’alimentazione “mare e monti”.

La dieta dell’uomo di Neanderthal? A base di pesce

La dieta degli uomini primitivi? Oggi la chiameremmo “mare e monti”. Questa era, secondo quanto certificato dall’autorevole rivista Science, l’alimentazione preferita dall’uomo di Neanderthal, il nostro antenato che popolava la Terra tra i 200.000 e i 40.000 anni fa: non solo erbe, bacche e cacciagione (nella consolidata ricostruzione antropologica, che ci ha visto come cacciatori-raccoglitori per tutto il Paleolitico, vale a dire per circa 2,5 milioni di anni), ma anche e forse soprattutto pesce. Tantissimo pesce, stando a quanto è stato rinvenuto nella grotta portoghese di Figueira Brava, in località Setubal, non distante da Lisbona, da una ricerca archeologica internazionale guidata da Joao Zilhao e dall’italiano Diego Angelucci, dell’università di Trento.

Dagli scavi nella grotta, nei pressi della quale sorgeva, tra 106mila e 86mila anni fa, un piccolo villaggio di neandertaliani, sono infatti emerse abitudini alimentari molto legate alla pesca: nel mare (che all’epoca si trovava a 1 km di distanza dal punto esatto dove è la grotta oggi) quegli uomini trovavano cozze e vongole, molluschi, crostacei, granchi, orate, cefali, anguille, e persino foche e delfini. La scoperta, al di là della curiosità, è importante per avanzare una correlazione diretta tra le abitudini alimentari dell’uomo di Neanderthal e la sua intelligenza: ricchi in Omega 3 e acidi grassi, infatti, gli alimenti “marini” avrebbero favorito la sviluppo dei tessuti cerebrali, incentivando quell’aumento delle capacità cognitive finora evidenziato solo nell’ambito delle successive popolazioni Sapiens africane.

Finora solo l’Homo Sapiens, peraltro grande consumatore – lui sì, noto – di prodotti del mare, era ritenuto finora unico depositario di progressi evolutivi fondamentali, come lo sviluppo del pensiero astratto, la comparsa del linguaggio articolato e la capacità di dare un significato simbolico alle cose. E invece, proprio le nuove evidenze sulla dieta delle popolazioni neandertaliane europee le riabilitano al cospetto dell’Homo Sapiens, dimostrando come fossero già perfettamente in grado di sfruttare le risorse disponibili in ambienti dal clima temperato e mediterraneo.

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