Il Vigna Cataratte di Fontanavecchia, un vino che esprime i valori del Sannio

L’azienda della famiglia Rillo, premiata con il Tastevin AIS per aver portato all’eccellenza “vitigni dimenticati”. E il Vigna Cataratte Aglianico del Taburno conquista i quattro grappoli

Il Vigna Cataratte di Fontanavecchia, un vino che esprime i valori del Sannio

“Là del Taburno a l’ultima pendice/ tra infranti torri appare un«no ed erto/ ed al furor sempre de’ venti aperto…” Così Antonio Mellusi, poeta, storico, uomo politico della seconda metà dell’800 ritraeva in pochi versi che equivalgono a una pennellata d’artista, Torrecuso del Sannio un piccolo borgo di origine medioevale, immerso nel parco regionale del Taburno, ovvero una vasta area di territorio dove la natura è stata largamente salvaguardata nel tempo e dove l’agricoltura, la viticoltura e l’ulivicoltura rappresentano da sempre la vita della gente del posto. Gente dura abituata a combattere con il “furore dei venti” così come le viti che dai tempi dei romani producono qui vini di grande intensità.

Qui dal secolo scorso una famiglia di viticoltori, i Rillo, produce vini con la passione e la tenacia della gente di queste parti. Raccontare le origini della cantina di Fontanavecchia è un po’ come raccontare la storia di Torrecuso e della sua gente. In un vecchio registro di epoca borbonica si attesta che già, oltre centosessanta anni fa, il buon vino di queste terre veniva prodotto dalle mani dei vignaioli della famiglia Rillo, attenti custodi delle vigne e protettori delle antiche tradizioni nella magica città di Benevento”.

Le cantine Fontanavecchia costruite dal capostipite della famiglia Rillo, a partire dal XIX secolo e poi con il tempo ristrutturate e ingrandite, rappresentano oggi una realtà vitivinicola di spicco nel territorio campano.

L’esperienza centenaria della famiglia Rillo in campo enologico esprime l’essenza del territorio attraverso due autoctoni molto antichi, vere “carte d’identità” della viticoltura sannita: l’Aglianico del Taburno e la Falanghina del Sannio.

«Nei nostri vini (escluso l’Orazio), la Falanghina e l’Aglianico sono vinificati in purezza. Vogliamo arrivare dritti all’anima di questo territorio, esaltarne le qualità, dimostrando che questi vitigni sono in grado di raggiungere un equilibrio organolettico e una pienezza aromatica perfetti senza bisogno di aiuto» spiega Libero Rillo, titolare dell’azienda insieme al fratello Giuseppe e il padre Orazio.

E tanta tenacia è stata ampiamente ripagata dal ricco paniere di riconoscimenti che arrivanop dqalle più autorevoli guide, da Bibenda a Gilbert & Gaillard, a Daniele Cerilli a Slow Wine.

L’azienda campana, quest’anno ha ottenuto il riconoscimento di eccellenza con Quattro Viti sulla Guida Vitae 2021 dell’AIS per il Vigna Cataratte Aglianico del Taburno Riserva 2015,

In aggiunta a ciò si è aggiudicata anche il prestigioso Tastevin AIS entrando a far parte delle 22 aziende selezionate dall’Associazione dei Sommelier per il 2021 e premiate per aver prodotto “Vini che hanno contribuito a imprimere una svolta produttiva al territorio di origine, che rappresentano modelli di riferimento di indiscusso valore nella rispettiva zona, o che hanno strappato all’oblio e riportato all’attenzione del settore vitigni dimenticati”

Tutti i vini prodotti dall’azienda Fontanavecchia sono espressione della tradizione vitivinicola sannita. Nella conduzione delle vigne e della cantina, da sempre, la famiglia Rillo privilegia alla quantità, la qualità, nella convinzione che di ogni differente tipologia di vino, sia esso una riserva o un vino più giovane, si debba rispettare ed esaltare il suo distintivo carattere, pur conservando una grande piacevolezza. Per i Rillo la qualità dei vini ha origine innanzitutto in vigna, ricercando le soluzioni e le metodologie di coltivazione, raccolta e vinificazione che riescano a rispettare al meglio il suolo, l’ambiente e la tradizione. A partire dalle prime operazioni tra i filari, si sceglie di utilizzare concimi organici, con caratteristiche e qualità particolari i cui effetti siano utili per equilibrare e migliorare la vitalità del terreno e delle piante, in modo da ottenere un ambiente colturale favorevole per la produzione di uve di eccellente qualità. È in questo modo che, sia la linea dei vini più giovani, come la Falanghina e l’Aglianico o il Greco, il Fiano e il Piedirosso, sia i grandi vini della riserva, come il Grave Mora, Orazio, Libero e Facetus, riescono ad esprimere la loro massima leggerezza e armonia mantenendo eleganza e corposità, e una sorprendente resistenza nel tempo.

Il Vigna Cataratte Aglianico del Taburno Riserva 2015, etichetta di punta dell’azienda è un Aglianico 100% prodotto con uve selezionate e raccolte in cassette che nasce a 300 metri s.l.m. su terreni argillosi con marne calcaree affioranti. La vinificazione viene effettuata a temperatura controllata con fermentazione lunga di circa 12 giorni. L’invecchiamento è di 18 mesi in barrique di rovere francese.

Vino elegante di colore colore rosso rubino ha una bella impronta fruttata, di piccoli frutti rossi, che lascia poi spazio a interessanti tonalità speziate di noce moscata e chiodi di garofano con un equilibrato rapporto tanninico.

Si accompagna bene con carni rosse ma il suggerimento, per restare nell’elegia del territorio sannitico di cui il vino è eccellente espressione, è di accompagnarlo un formaggio tipico della zona, il caciocavallo di Castelfranco in Miscano stagionato 15/18 mesi.

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