Il pomodoro italiano va in missione negli Usa

Crescono l’export e l’interesse per il nostro “oro rosso”. L’Associazione di produttori utilizza i fondi un progetto europeo.

Il pomodoro italiano va in missione negli Usa

Pomodoro forever. New York, Chicago, Orlando fanno festa in questi giorni per il prodotto simbolo dell’Italia. Gli americani rapiti dalle diete e dalle mille guide su come dimagrire, nei fatti, non rinunciano ai condimenti con il nostro rosso. Pizza, pasta, insalate: di tutto, di più sulle tavole delle metropoli come dei piccoli centri. Se ne consuma senza problemi, magari scoprendo anche le tante virtù curative del San Marzano o del  Pachino. Non ce ne lamentiamo e siamo attenti a che le esportazioni verso gli Usa, già aumentate del 5,4%, vadano ancora più su. Il loro valore in volume è cresciuto di oltre il 3%, dice l’Associazione nazionale industriali conserve alimentari, impegnata negli States fino a luglio a promuovere ulteriormente il consumo dei pomodori doc. C’è un progetto finanziato dall’Unione europea, di cui il Presidente Trump non sa e preghiamo Dio che non lo scopra, per i suoi sospetti verso l’Ue e la folle scelta dei dazi.  

L’Anicav sta gestendo un calendario di eventi  a partire da New York. Una serie di cooking session nell’ambito del Summer Fancy Food. Nella grande mela quattro rinomati ristoranti propongono ricette e menu a base solo di pomodoro. Fino al 1 luglio, invece, sarà Chicago a far gustare in altrettanti posti selezionati i piatti tinti di rosso. La trasferta si concluderà ad Orlando, in Florida, l’8 agosto. Qui si svolgerà un evento dell’American Culinary Federation, organizzazione di chef professionisti del Nord America. “Obiettivo del programma – ha detto alla partenza il direttore generale di Anicav Giovanni De Angelis – è quello di far conoscere ai consumatori americani le caratteristiche uniche del pomodoro italiano esaltandone la qualità, il gusto, la versatilità, la sicurezza e l’origine”. Americani da conquistare ce ne sono, ma il cittadino medio del Nord o del Sud, a cena fuori o a casa propria un piatto di spaghetti al pomodoro lo mangia molto spesso.      

La filiera italiana è organizzata. Gli chef americani e di altre nazionalità che lavorano o gestiscono catene di ristorazione sono sempre più attratti dai ricettari italiani e dalle tradizioni culinarie del nostro Paese. L’Italian food ha contaminato il cinema, la letteratura, l’arte. Si sprecano gli aneddoti su inconsapevoli (?) testimonial nostrani della politica, della musica, dello spettacolo sul ritrovarsi insieme davanti ad una portata a base di pomodoro. Vogliamo valorizzare con più forza i  nostri prodotti in un mercato maturo dove, purtroppo, è ancora forte il problema dell’italian sounding che ci sottrae risorse economiche, hanno dichiarato i rappresentanti Anicav. Rovescio di una medaglia che in valore economico è oggi il 6% del totale delle esportazioni dirette oltreoceano. Sempre che al Presidente non venga in mente di trattare il pomodoro italiano come quello messicano sottoposto a dazi doganali.

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