Il cibo che fa bene: Festa a Vico destina 200.000 € in beneficenza

La manifestazione ideata da Gennarino Esposito ha richiamato in tre giorni 15.000 appassionati che hanno potuto apprezzare specialità di circa 400 grandi Chef italiani pagando un ticket devoluto a favore di sette Onlus

Il cibo che fa bene: Festa a Vico destina 200.000 € in beneficenza

Il food italiano non pensa solo ai piaceri dello stomaco ma anche alla solidarietà. Oltre 200.000 euro sono stati, infatti, raccolti nei tre giorni della kermesse culinaria che ha richiamato a Vico Equense e a Seiano, sulla costiera sorrentina 400 chef da tutta Italia, di cui 70 stellati, per il piacere di 15.000 persone affluite nella cittadina costiera per assaporare le ultime tendenze culinarie della grande cucina italiana.  Per tre giorni la cittadina apripista della costiera sorrentina si è trasformata in una “cucina a cielo aperto” perché la Festa coinvolge tutto e tutti (ben 100 esercizi commerciali si sono prestati come location per ospitare le preparazioni degli chef ma anche portoni e giardini che vengono aperti per l’occasione). Vico viene letteralmente invasa da appassionati del genere e semplici turisti. Dinanzi alle botteghe artigiane, ai negozi, alle edicole o alle farmacie si raccoglie una incredibile folla di curiosi per assaggiare i piatti preparati al momento dagli chef.

Il ricavato della manifestazione “Festa a Vico” ideata e organizzata dallo chef stellato Gennarino Esposito” 17 anni fa e che ogni anno si rinnova di nuove proposte e invenzioni, andrà tutto a sette onlus selezionate dall’organizzazione.  La “Festa” nata come un’occasione di incontro fra chef che volevano confrontarsi sulle loro pratiche culinarie e trasmettersi i segreti delle diverse territorialità produttive si è sviluppata nel tempo come un motore propulsivo della grande cucina italiana mettendo insieme grandi e giovani cuochi: tutti prestano gratuitamente la propria opera per consentire di finanziare con i soldi raccolti dalle varie serate progetti umanitari e molti, generosamente per partecipare alla manifestazione, chiudono i loro locali per uno o due giorni.

“Non è semplice mobilitare un’intera cittadina per tre giorni, allestire le location e nel contempo riuscire a far sentire a casa gli chef e gli ospiti – dichiara Gennarino Esposito, tracciando un bilancio della manifestazione – per fortuna, si è creato un sentimento comune tra chi viene alla Festa e chi la gestisce e questo permette all’evento di funzionare. Per questo ringrazio tutti gli chef, da quelli della domenica ai pluristellati, per l’entusiasmo con il quale hanno partecipato dimostrando, ancora una volta, di essere l’anima della Festa e di averne ormai incarnato lo spirito. Sono rimasto davvero colpito dalla eccezionale qualità dei piatti presentati alla Cena delle Stelle e dai prodotti esposti a “soSTAnza”, la nostra “piazza degli artigiani” che quest’anno ha intrigato molti addetti ai lavori perché rappresentativa delle molteplici sfaccettature gastronomiche del nostro territorio”.

Fra le numerose iniziative in programma la Cena delle Stelle, l’avvenimento clou della kermesse culinaria, ha schierato il Gotha della cucina Italiana difficilmente replicabile in qualsiasi altra manifestazione. I 250 ospiti che hanno pagato il biglietto destinato a fini benefici per essere ammessi alla serata hanno partecipato a un tripudio di sapori che difficilmente potrà essere dimenticato. Ecco gli chef presenti: Bruno Barbieri, Giudice Masterchef /Consulting; Matteo Baronetto del Cambio di Torino; Antonino Cannavacciuolo di Villa Crespi a  Orta San Giulio (No); Nino Di Costanzo di Danì Maison a Ischia (Na), Pino Cuttaia di La Madia a Licata (Ag) ; Giorgio Locatelli della Locanda Locatelli a Londra UK; Giuseppe Mancino de Il Piccolo Principe di Viareggio (Lu); Giancarlo Morelli di Pomiroeu a Seregno (Mb); Alessandro Negrini e Fabio Pisani di Aimo e Nadia a Milano; Giancarlo Perbellini di Casa Perbellini a Verona; Valeria Piccini Da Caino a Montemerano (Gr); Emanuele Scarello di Agli Amici a Udine; Maurizio e Sandro Serva de La Trota di Rivodutri (Ri); Massimo Spigaroli dell’Antica Corte Pallavicina di Polesine Parmense (Pr); Francesco Sposito di Taverna Estia a Brusciano (Na); Cristiano Tomei de L’Imbuto a Lucca e, ovviamente Gennaro Esposito de La Torre del Saracino a Vico Equense (Na).

A fine serata si sono aperti quindi i saloni della migliore pasticceria italiana rappresentata da Fabrizio Camplone – Pasticceria Caprice – Pescara; Diego Crosara – Consulting – Valdagno (Vi); Salvatore De Riso – Pasticceria Sal de Riso – Minori (Sa); Salvatore Gabbiano – Pasticceria Dulcis in Pompei – Pompei (Na); Fabrizio Galla – Pasticceria cioccolateria Fabrizio Galla – Torino; Alfonso Pepe – Pasticceria Pepe Mastro Dolciere – Sant’Egidio del Monte Albino (Sa); Emanuele Valsecchi – Pasticceria ArteSapori – Oggiono (Lc) e Lecco; Gabriele Vannucci – Rist. La Leggenda dei Frati – Firenze; Salvatore Varriale – Pasticceria Varriale – Napoli e Carmine Di Donna – Rist. La Torre del Saracino – Vico Equense (Na).

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