Il caffè fa bene, alle persone ma anche ai Pupi siciliani

Il caffè Morettino celebra il suo centenario finanziando il restauro di antiche marionette del Museo Antonio Pasqualino e la digitalizzazione del patrimonio materiale delle famiglie dei pupari siciliani in grave difficoltà per il Lockdown. Un’edizioe speciale con i protagonisti delle celebri imprese

Il caffè fa bene, alle persone ma anche ai Pupi siciliani

Del caffè, la più diffusa bevanda al mondo, si conoscono effetti, benefici per lo più, ma anche danni se bevuto in quantità sproporzionate. Fra i primi è noto che migliora i livelli di energia e stimola alcune funzioni cerebrali grazie alla caffeina; stimola la secrezione gastrica, quella biliare, motivo per cui è invalsa l’abitudine di berne una tazzina dopo i pasti, per facilitare la digestione; che ha effetto tonico e stimolatorio sulla funzionalità cardiaca e nervosa; che agisce da broncodilatatore; che stimola la diuresi; che ha proprietà antiossidanti; che ha un effetto lipolitico nel senso che favorisce il dimagrimento in quanto la caffeina stimola l’utilizzo dei grassi a scopo energetico.

Ma ora il caffè si attribuisce un nuovo effetto benefico nel senso che fa bene anche ai Pupi siciliani, patrimonio immateriale UNESCO dell’umanità, che hanno bisogno di … una carica energizzante. Il mondo dei Pupi siciliani è, infatti, in grave sofferenza, a causa della crisi economica generata dall’emergenza Covid-19.

Non più di qualche giorno fa, il Museo Pasqualino e la Rete dell’Opera dei Pupi, undici famiglie di pupari dell’Isola hanno lanciato un grido d’allarme per la crisi stanno vivendo sulla propria pelle per gli effetti immediati del lockdown che ha scandito gli ultimi mesi.

Tra questi, la cancellazione degli spettacoli, l’impossibilità di una nuova programmazione e il mantenimento delle spese fisse da sostenere in assenza di flussi turistici e di scolaresche, fondamentali per la trasmissione del patrimonio dell’opera dei pupi ai giovani. Il grido d’allarme è stato raccolto dalla storica torrefazione palermitana Morettino, che proprio quest’anno compie cento anni di attività. L’azienda ha deciso di supportare il Museo delle marionette “Antonio Pasqualino” di Palermo. lanciando l’iniziativa #MorettinoperiPupiSiciliani.

pupi siciliani

La campagna prevede due linee di intervento: il restauro di alcune antiche marionette custodite all’interno del Museo Antonio Pasqualino e il contributo al progetto di digitalizzazione del patrimonio materiale delle famiglie dei pupari siciliani.

Morettino destinerà parte del ricavato della vendita dei prossimi mesi dei caffè in edizione limitata della linea “Sicily Boutique Coffee – I Pupi siciliani” (acquistabili nella sezione dedicata del sito www.morettino.com) per finanziare la creazione di prodotti culturali digitali e le attività di catalogazione, schedatura e inventari dei patrimoni materiali custoditi da ogni compagnia (pupi, fondali, copioni, ecc…), per un loro libero godimento sul portale www.operadeipupi.it della Rete italiana dell’Opera dei Pupi.

“In un momento di crisi epocale per il nostro territorio e di grandi difficoltà per la nostra attività imprenditoriale – spiega Andrea Morettino, quarta generazione della famiglia di torrefattori di Palermo – abbiamo voluto lanciare questa iniziativa con l’obiettivo di preservare uno dei simboli della nostra identità, salvaguardando una delle più note eccellenze siciliane che attira turisti da tutto il mondo e in grado di creare un sistema virtuoso per la nostra economia”.

“Coltiviamo la speranza che il progetto sia da stimolo anche per tutti noi siciliani: abbiamo bisogno di riscoprire le nostre antiche tradizioni, la bellezza dei nostri borghi e la maestria dei nostri artigiani, un messaggio di incoraggiamento per chi ha a cuore il passato e il futuro della nostra terra”, conclude Morettino.

“In questo momento di difficoltà – aggiunge il direttore del Museo delle Marionette, Rosario Perricone – siamo particolarmente felici del sostegno di un’azienda prestigiosa come Morettino. Ci auguriamo che questo diventi un circolo virtuoso e che tante altre aziende abbiano la stessa sensibilità”.

Il Museo internazionale delle marionette Antonio Pasqualino è stato istituito nel 1975 dall’Associazione per la conservazione delle tradizioni popolari. 

Fin dalla fondazione si è riferito costantemente ai criteri della museografia contemporanea per essere non tempio di un sapere per pochi, ma un luogo di comunicazione per una diffusa fruizione. Alle tradizionali attività museografiche vengono da sempre affiancati spettacoli dal vivo, realizzando uno degli esempi più felici di ricerca museografica sul teatro.

La storia del Museo è indissolubilmente legata al suo fondatore, Antonio Pasqualino, scomparso nel 1995, medico chirurgo, insigne antropologo e cultore della storia e delle tradizioni popolari della sua terra natale, la Sicilia.

 Antonio Pasqualino dedicò la sua attività di ricerca ad una forma teatrale che, nella seconda metà del Novecento, sembrava oramai avviata verso un progressivo e inarrestabile declino: l’opera dei pupi, che narrava delle Crociate e dei Paladini di Francia, dei quali avevano scritto, fra gli altri, maestri della Letteratura Italiana, come Ludovico Ariosto, Matteo Maria  Boiardo e Torquato Tasso.

Antonio Pasqualino – insieme a un gruppo di intellettuali – fondò nel 1965 l’Associazione per la conservazione delle tradizioni popolari e raccolse insieme alla moglie Janne Vibaek molte testimonianze: dai testi di scena ai pupi fino ai teatrini e gli arredi, salvandoli dalla distruzione e dall’oblio.

Da un’antica bottega di famiglia di spezie e coloniali sita nella storica borgata di San Lorenzo ai colli a Palermo, nasce nel lontano 1920 la passione di Angelo Morettino per il caffè. Attenta selezione delle materie prime, lavorazione lenta ed artigianale e l’arte di miscelare le più pregiate origini di caffè provenienti da tutto il mondo decretano il successo dell’azienda. Morettino diventa presto un punto di riferimento negli ambienti della borghesia palermitana e nei primi caffè storici della città di Palermo.

Negli anni ’90 l’azienda decide di trasferirsi in un nuovo stabilimento produttivo che gli permise di diventare una moderna realtà industriale mantenendo però il carattere distintivo della lavorazione lenta ed artigianale. Tra le scelte più significative va segnalata la localizzazione del nuovo sito produttivo nel cuore di un’isola verde di 10.000 MQ realizzata con un equilibrio naturale a pochi passi dalla storica torrefazione di famiglia, l’adozione di una innovativa tostatrice ecologica ad aria calda pulita e l’ottenimento di un sistema integrato di certificazioni di qualità dei processi aziendali (UNI EN ISO 9001; 14001).

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