Enoturismo, le Regioni porteranno le linee guida a Vinitaly

Un settore ad alto contenuto  di sostenibilità ambientale: centinaia di agriturismi aspettano il provvedimento che sarà presentato al Vinitaly.

Enoturismo, le Regioni porteranno le linee guida a Vinitaly

Enoturismopiù che una passione. Un business, un mercato, con centinaia di aziende e migliaia di occupati . Tutto da tutelare. Ogni decisione politica considerqueste premesse , affinché l’Italia faccia la sua parte. In Europa e nel mondo, dove francamente non capiscono perché per rendere forti le eccellenze nazionali ci arrampichiamo sugli specchi e ci incartiamo con la burocrazia. Finalmente la Conferenza delle Regioni ha approvato le linee guida sull’enoturismo. Una buona notizia che ora preclude all’approvazione di  ,  sollecitato dalla filiera e dalle organizzazioni turistiche. 

L’Assessore alle Risorse agroalimentari della Regione Puglia e coordinatore della Commissione Agricoltura della Conferenza delle Regioni, Leonardo Di Gioia ha dato l’annuncio del passo avanti nell’organismo bilaterale. “Si tratta – spiega– di prescrizioni che aiuteranno l’attività enoturistica garantire standard di qualità, a partire dai requisiti per l’esercizio”. Il merito della decisione sta nel promuovere le produzioni vitivinicole del territorio Conoscere i vini veneti, campani, piemontesi, di ogni parte d’Italia e le varie indicazioni geografiche : DOP, IGP, STG. Sono parte del nostro export ed ogni anno attirano migliaia di turisti. Gli chef stellati, le catene di ristorazione, le strutture di promozione turistica sono stati più svegli delle istituzioni.   

Le linee guida approvateprevedono requisiti e standard minimi, come un sito web ,la predisposizione e diffusione di materiale informativo dell’azienda  agricola, percorsi definiti. Il binomio turismo – enologia è indice di fatturati crescenti, anche grazie all’impegno di giovani produttori. Uno scenario di sostenibilità ambientale presente in ogni Regione che andrebbe accompagnato anche da mappe e carte informative ben curate. Le Regioni avranno il loro da fare, senza eccedere in burocrazia, regolamenti, autorizzazioni . Quegli atti che annullerebbero il lavoro preparatorio del prossimo decreto. Insomma ci aspettiamo risposte positiv e concrete per visite a vigneti, cantine, conoscenza dei siti di produzione, vendita di prodotti agroalimentari trasformati o prodotti dalle stesse aziende. 

Dicevamo del decreto. Ci sono Regioni come la Lombardia che manda ringraziamenti al Ministro dell’Agricoltura Gian Marco CentinaioSecondo Fabio Rolfi, assessore all’Agricoltura, Alimentazione della Lombardia -  il Ministro ha dato una spinta decisiva a chiudere il processo decisionaleLa normativa sarà presentata al Vinitalydove si spera di presentare anche un registro regionale dedicato all’enoturismo. Un’altra utilità per formare operatori professionali. Nella sola Lombardia ci sono 176 agriturismi che già fanno degustazione di vino e di altre bevandeDa Milano insistono sulla necessità di definire una volta per tutte requisiti e standard minimi per l’attività enoturistica. Ma il messaggio si sparge per tutta la Penisola , dove la voglia di aumentare visitatori e fatturato è altissima.

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