Cuochi contadini: la campagna arriva direttamente in tavola

L’ultima moda della ristorazione: sono gli Agrichef che cucinano i prodotti della loro campagna a km0. Il presidente di Terranostra chiede una legge che obblighi tutti i ristoranti italiani a indicare nei menù la provenienza dei prodotti

Cuochi contadini: la campagna arriva direttamente in tavola

Sono diventati una realtà consistente della ristorazione italiana e riscuotono grande successo: sono i Cuochi contadini che lavorano negli agriturismi di Campagna Amica e in cucina utilizzano i prodotti da loro stessi coltivati nella propria azienda dove l’accoglienza diventa un momento fondamentale per la promozione del territorio e del buon cibo.  Al momento sono circa 1000 i cuochi che in tutte le regioni d’Italia hanno frequentato corsi organizzati dalla Coldiretti e hanno ricevuto l’attestato con l’inserimento nell’albo nazionale degli agrichef di Campagna Amica.

Rappresentano una nuova figura professionale che è espressione della nuova agricoltura e riveste in pratica un ruolo doppio: da un lato agricoltore e dall’altro promotore del cibo del territorio che cucina e propone negli agriturismi. Tutto ciò è conseguenza del fatto che in pochi anni è nata e cresciuta in Italia una rete unica a livello internazionale per dimensioni e caratteristiche che ha esteso la sua presenza dalle fattorie ai mercati, dai ristoranti al cibo di strada, dagli agriturismi agli orti urbani. Complessivamente la rete di Campagna Amica è, infatti, composta da oltre undicimila punti dove si trovano prodotti locali del territorio, messi in vendita direttamente dall’agricoltore nel rispetto di precise regole comportamentali e di un codice etico ambientale, sotto la verifica di un sistema di controllo di un ente terzo.

E il numero dei cuochi contadini, visto il consenso riscontrato fra i consumatori, sembra destinato ad aumentare ed anche in maniera consistente. La loro caratteristica? Porre la massima attenzione alla valorizzazione dei prodotti locali e alle ricette tradizionali attenendosi a tre regole fondamentali: qualità, tracciabilità e distintività con l’offerta di piatti a chilometri zero e la garanzia di trasparenza e sostenibilità. 

“Il legame con il territorio nella scelta degli ingredienti da utilizzare in cucina è diventato un elemento determinante di successo per la ristorazione, con l’agriturismo che ha fatto da apripista a una vera e propria rivoluzione culturale nel settore”, commenta Diego Scaramuzza, agrichef e presidente nazionale di Terranostra, l’associazione agrituristica di Campagna Amica, nel sottolineare che si tratta di una svolta che “va accompagnata da scelte legislative rivoluzionarie come l’estensione a tutta la ristorazione dell’obbligo di indicare nei menu la provenienza dei prodotti agricoli utilizzati nelle ricette“.

Un fiore all’occhiello di un settore, quello agrituristico, che conta oggi in Italia ben 23.4000 strutture che – secondo la Coldiretti – sono in grado di offrire un potenziale di più di 253mila posti letto e oltre 441mila coperti. Ma la presenza degli agrichef è importante anche nei mercati degli agricoltori di Campagna Amica che si sono trasformati nel tempo da luoghi di commercio a momenti di aggregazione, svago, socializzazione e formazione con lo svolgimento di variegate attività, dai cooking show ai tutorial per la spesa fino ai laboratori didattici per i bambini.

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