Cracco, il diavolo delle cucine aiuta i Paesi in via di sviluppo

Il tanto temuto Carlo Cracco, diavolo delle cucine, ha deciso di partecipare alla campagna Ifad Recipes for change. In Marocco a causa della desertificazione, il tartufo marocchino è a rischio.

Cracco, il diavolo delle cucine aiuta i Paesi in via di sviluppo

Carlo Cracco, lo chef stellato famoso per il suo carattere burbero, in verità sa promuovere cause etiche e per il bene comune: a Roma, in occasione dell’annuale consiglio dei governatori dell’Ifad ha presentato lo stato delle sue “ricette per cambiare”, le Recipes for change lanciate in giugno in occasione della giornata mondiale dell’ambiente.

La Tagine d’agnello al tartufo del Marocco è la ricetta di Cracco per sensibilizzare sul Climate change. Ne ha parlato lui stesso davanti ai capi di Stato e rappresentanti dei governi riuniti a Roma per il Consiglio Ifad (Fondo internazionale per lo sviluppo agricolo), il braccio operativo della Fao per i progetti per sconfiggere la fame nel mondo. L’idea è di mettere in campo gli chef più importanti del mondo, tra cui appunto Carlo Cracco, per richiamare l’attenzione sull’impatto che il cambiamento climatico sta avendo su molti dei cibi tradizionali del mondo.

Cracco a marzo 2018, ha visitato le Highlands del Marocco per scoprire i segreti che si celano nella preparazione del Tagine d’agnello con tartufo marocchino. Proprio in quella parte del mondo gli altipiani sono stati colpiti dalla desertificazione e da un pascolo eccessivo che ha reso spoglie di vegetazione queste vaste zone e cibi tradizionali come il tartufo marocchino a rischio. Da quel momento Cracco ha deciso di partecipare alla campagna delle Ricette per il cambiamento.

E’ un Cracco inedito quello che si è presentato ai governatori dell’Ifad e non quello che tutti hanno visto urlare nel programma Hell’s Kitchen Italia, interpretato in America dall’altrettanto burbero Gordon Ramsay , sguardo fisso e poi urla e giudizio spesso negativo.

Proprio in Marocco un progetto finanziato dall’Ifad sta lavorando per fermare l’avanzata del deserto, collaborando con le comunità locali e l’Organizzazione delle Nazioni Unite per lo sviluppo industriale (UNIDO). Il progetto promuove la gestione sostenibile delle risorse naturali reintroducendo le piante autoctone, le aree di recinzione e la costruzione di micro dighe.

“Il cambiamento climatico è un dato di fatto – è solito ripetere Carlo Cracco per spiegare la sua scesa in campo – è difficile tornare indietro. Forse possiamo rallentare questo processo, essere qui aiuta a comprendere quanto conta il lavoro dell’uomo: l’importante è cercare di costruire qualcosa per chi abita qui, affinché rimanga qui”.

Il progetto alimentare e al tempo stesso cinematografico mette in evidenza come i piccoli agricoltori affrontino nel quotidiano a causa degli impatti catastrofici dovuti al problema del mutamento climatico e del surriscaldamento, con lo scopo di preservare le tradizioni culinarie.

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