Conegliano Valdobbiadene mette al bando il glifosato in tutta l’area

Salvaguardata l’area del Prosecco, la più vasta in Europa che abbia messo al bando il pericoloso diserbante. La misura è più severa delle legislazioni italiane ed europee che consentono ancora l’uso sia pur in quantità controllate in agricoltura

Conegliano Valdobbiadene mette al bando il glifosato in tutta l’area

Glifosato al bando in tutta l’area del Consorzio Conegliano Valdobbiadene, patria del Prosecco, protagonista del Made in Italy nel mondo.  Il discusso e temuto diserbante non potrà più essere usato in quella che si può considerare la zona più estesa in Europa che ha vietato l’uso della sostanza chimica dibattuta non solo in Italia ma anche all’estero. Lo stabilisce il Protocollo Viticolo del Consorzio di tutela del prosecco Conegliano Valdobbiadene Docg, presentato a Treviso. La decisione, perno dell’attività di sostenibilità del Consorzio Conegliano Valdobbiadene Prosecco, è molto più severa delle normative italiane ed europee in vigore che consentono ancora l’utilizzo del diserbante sia pure imponendo limiti quantitativi.  A questo risultato, motivo di orgoglio per i viticoltori trevigiani, si è giunti dopo un lungo lavoro che ha coinvolto le amministrazioni locali dei 15 Comuni della Denominazione e il Consorzio di Tutela.

 “Questa edizione del Protocollo Viticolo riveste per noi una grande importanza” ha affermato Innocente Nardi, Presidente del Consorzio di Tutela “Innanzitutto perché il divieto dell’uso del glifosato rende sempre più necessarie le nostre indicazioni alle aziende circa la gestione alternativa del vigneto, come ad esempio lo sfalcio meccanico. Ma soprattutto consideriamo il no al glifosato, imposto dalle amministrazioni della Denominazione, un traguardo raggiunto grazie al dialogo costante tra il Consorzio e queste ultime. Il nostro territorio è un laboratorio della sostenibilità ambientale unico in Italia per la sua capacità d’inclusione dei soggetti coinvolti. Un’ulteriore evidenza di questa sinergia è l’adozione progressiva da parte di tutti i Comuni della Denominazione delle indicazioni del Protocollo Viticolo del Consorzio per redigere i singoli regolamenti rurali comunali”.

La strada del Protocollo Viticolo parte dal 2011. Il primo obiettivo fu eliminare progressivamente pratiche e molecole considerate troppo impattanti per l’ambiente – ancorché consentite dalle norme italiane ed europee – e per contro promuovere forme di agricoltura meno invasive possibili anticipando di diversi anni il percorso virtuoso verso la sostenibilità. La pubblicazione del Protocollo e la sua diffusione tra le 185 aziende che aderiscono al Consorzio di Tutela hanno contribuito a radicare negli anni i temi di sostenibilità agronomica tra gli agricoltori del territorio.

Il prossimo passo sarà la Certificazione S.Q.N.P.I., (Sistema Qualità Nazionale Produzione Integrata) delle Aziende Agricole della Denominazione Conegliano Valdobbiadene Prosecco DOCG, per la quale si sta già predisponendo tutta la documentazione necessaria. Si tratta di un sistema che considera tutti i mezzi produttivi e di difesa delle coltivazioni dalle avversità, in grado di ridurre al minimo l’uso in vigneto delle sostanze chimiche di sintesi e di razionalizzare la pratica della fertilizzazione.

Già nel 2013 il Protocollo aveva escluso tutte le formulazioni contenenti prodotti a base Folpet, Mancozeb, Dithianon, e diverse altre sostanze che la legge avrebbe consentito di utilizzare, come accaduto successivamente nel 2016. Nel 2018 è stata assunta la decisione delle amministrazioni locali di vietare il glifosato. Con questa edizione, si entra nella fase attuativa del no al glifosato e si ribadisce la necessità della lotta integrata fornendone alcuni strumenti attuativi.

Il prossimo passo sarà la Certificazione S.Q.N.P.I., (Sistema Qualità Nazionale Produzione Integrata) delle Aziende Agricole della Denominazione Conegliano Valdobbiadene Prosecco DOCG, per la quale si sta già predisponendo tutta la documentazione necessaria. Si tratta di un sistema che considera tutti i mezzi produttivi e di difesa delle coltivazioni dalle avversità, in grado di ridurre al minimo l’uso in vigneto delle sostanze chimiche di sintesi e di razionalizzare la pratica della fertilizzazione

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