Armani lancia la linea Dolci: li farà Gobino

Accordo pluriennale tra due eccellenze italiane: il maestro torinese Guido Gobino produrrà e distribuirà in tutto il mondo i prodotti Armani/Dolci.

Armani lancia la linea Dolci: li farà Gobino

Due grandi tradizioni italiane, il cioccolato artigianale e la moda, si incontrano: il maestro torinese Guido Gobino, tra i leader italiani del cioccolato di altissima qualità, produrrà e distribuirà in tutto il mondo i prodotti Armani Dolci. L’accordo segue la collaborazione che la casa di moda aveva iniziato nel 2010 con Venchi. La nuova linea di cioccolatini, che più made in Italy di così non si può, si chiamerà Armani/Dolci by Guido Gobino e la licenza prevista è pluriennale. In sintonia con lo stile raffinato di Giorgio Armani, le creazioni di Gobino saranno prodotte nello storico laboratorio torinese, seguendo la tradizione dell’azienda di famiglia fondata mezzo secolo fa nel capoluogo piemontese, con un processo artigianale che assicura la lavorazione in tutte le sue fasi, dall’attenzione per le materie prime, alla selezione degli ingredienti, fino al prodotto finito. Un successo presente ormai in 24 Paesi e che ha conquistato la griffe di moda che forse è il simbolo dell’impresa italiana nel mondo: “Sono lieto di questa nuova collaborazione – ha commentato Giorgio Armani -, naturale conseguenza dell’incontro tra il desiderio di offrire ai miei clienti un prodotto Armani/Dolci di altissimo livello e la raffinatezza del cioccolato artigianale di Guido Gobino, riconosciuto nel mondo per la qualità e per l’innovazione nel rispetto della tradizione”.

“È per me un onore collaborare con Giorgio Armani – ha invece detto il chocolatier Guido Gobino -, riconosciuto a livello internazionale per il suo prestigio. Realizzare le collezioni Armani/Dolci permetterà di crescere e affrontare nuove sfide mantenendo invariato il nostro DNA e conciliando la tradizione dei nostri prodotti con la nostra consolidata qualità artigianale. Continuerà la nostra ricerca di nuove esperienze di gusto e frontiere sensoriali del made in Italy”.

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