A Natale frutta italiana: miniera di sapori e colori

Pesche di Leonforte maturate in sacchetti sugli alberi e lamponi precoci della Basilicata, uva tardiva, agrumi e kiwi di stagione: i consigli del presidente del Cso, Paolo Bruni, per arricchire e decorare la tavola con frutta tutta italiana

A Natale frutta italiana: miniera di sapori e colori

Portare in tavola la frutta made in Italy a Natale è facile e giusto, ma soprattutto è possibile sorprendere gli ospiti con varietà poco conosciute e dallo straordinario sapore.

Pensiamo alla frutta di stagione italiana che prima di tutto presenta una qualità nutrizionale assolutamente indispensabile nella stagione invernale, la vitamina C.

A Natale non devono mancare i kiwi. A polpa verde, della varietà. Hayward che, maturi al punto giusto, possono essere tagliati a metà e mangiati con il cucchiaino. Un solo kiwi al giorno apporta l’intero fabbisogno quotidiano di vitamina C per un adulto.

Per differenziare e sorprendere si può proporre anche il kiwi giallo, un’altra eccellenza italiana che sta riscuotendo grande apprezzamento dai consumatori per il sapore dolce, da frutto tropicale; in realtà il kiwi giallo è un frutto italianissimo che sta ampliando anno dopo anno la fascia di consumatori che ne apprezzano le peculiarità.

Sempre all’interno della gamma dei kiwi italiani è particolarmente interessante l’actinidia arguta, un kiwi poco più grande di un acino d’uva, senza buccia che si mangia intero ed è estremamente gustoso ed apprezzato per i requisiti salutistici.

Tra i frutti campioni di vitamina C pensiamo alla grande famiglia degli agrumi: arance, mandaranci, mandarini e clementini.

Un grandissimo patrimonio della nostra terra con peculiarità e sapori unici.

L’arancia Rossa di Sicilia, ad esempio, ha un gusto unico e non è ricca solo di vitamina C ma anche di antocianine che ne caratterizzano la pigmentazione rossa.

Le arance rosse della varietà Tarocco, uniche in Italia, sono un inno alla festività anche per il profumo prodotto dagli oli naturali presenti nella buccia.

Una sorpresa tra gli agrumi, è rappresentata oggi dal rilancio del bergamotto, un frutto dalla buccia verde e dall’aroma unico e qualità organolettica e nutrizionale straordinaria.

Non banalizzare la frutta deve essere l’imperativo categorico delle feste italiane, perché l’Italia è tra i primi produttori al mondo con la Cina e la Spagna e per questo, a Natale è importante riscoprire le varietà di frutta tradizionali con una veste nuova: pensiamo ad esempio alla pera Kaiser una varietà di pere antica e molto conosciuta, con l’epidermide di un elegante color rosso ruggine e una polpa fondente e zuccherina.

Le pere kaiser caramellate nel vino rosso sono una delizia del passato che certamente sarà molto apprezzata anche dai più giovani.

Tra le mele particolare attenzione merita la mela Annurca IGP, una varietà antichissima di mela che viene coltivata in Campania e ha la caratteristica di essere raccolta acerba e fatta arrossire in melaio fino a piena maturazione.

Ne risulta un frutto dall’aroma unico e dalla riconosciuta eccellenza nutrizionale.

Naturalmente le mele offrono un panorama di vastissima scelta: dalle pregiatissime mele di montagna del Trentino Alto Adige alle mele di pianura attualmente in grande sviluppo.

Tra i frutti che più di ogni altro rappresentano l’immagine delle festività si annovera l’uva da tavola, uno dei prodotti per cui l’Italia è leader a livello mondiale.

E’ tradizione bene augurante mangiare uva per le feste natalizie e soprattutto a capodanno perché gli acini sono simbolo di prosperità e ricchezza per l’anno che verrà.

Per avere uva da tavola perfettamente conservata fino a Natale si selezionano in campo le partite migliori, meglio esposte e meno a rischio da agenti atmosferici. Il frutteto provvisto di copertura consente la raccolta di uva fino a dicembre. Se il clima è particolarmente avverso si riesce a conservare l’uva fino a Natale, dopo la raccolta a settembre, con la frigoconservazione riservandosi di mettere in cella refrigerata solo prodotto privo di qualsiasi impurità o patologia.

E’ possibile mangiare anche le pesche a Natale, senza ricorrere a importazione da paesi dell’altro emisfero.

Sono le pesche tardive di Leonforte IGP, coltivate in Sicilia,disponibili sul mercato fino a Natale perché vengono coltivate inserendo ogni frutto in un sacchetto di carta e facendo crescere il frutto all’interno del sacchetto.

Le pesche arriveranno perfettamente integre e prive di patologie anche fino a Natale, soprattutto se l’annata ha goduto di condizioni climatiche ideali.

Ultimamente il cambiamento climatico ha reso difficile questa conservazione ma è comunque possibile acquistare le pesche di Leonforte come vera leccornia natalizia.

Non dimentichiamo le fragole per le feste di Natale. Si può pensare che siano frutti importati ma in realtà le fragole, grazie a tecniche di frigoconservazione e all’impianto in zone particolari, possono fruttificare e maturare anche a novembre-dicembre e regalare una produzione di grande qualità italiana anche d’inverno, per le feste.

Aggiungiamo anche le melagrane per arricchire e decorare le tavolate inserendone gli arilli rossi nelle ricette più elaborate e salutari, dai primi alle insalate arricchite.

Le melagrane stanno acquisendo un ruolo sempre più importante nella frutticoltura del Sud e sono fantastici nutrienti e anti ossidanti naturali.

Anche i lamponi Made in Italy, tra i frutti ad alto potere nutrizionale, possono essere rintracciati nei negozi anche a Natale. Si tratta di varietà precoci che riescono a fruttificare in pieno inverno e vengono coltivate in Basilicata.

Sempre dal Sud troviamo il melone d’inverno, una specie che fa parte delle cucurbitacee del genere Inodorus, in quanto proteggono l’aroma ricchissimo all’interno e lo sprigionano solo nel momento in cui il frutto è aperto. Il periodo migliore in cui gustarli è tra settembre e dicembre e per questo possono essere serviti anche a Natale. Hanno generalmente buccia gialla o giallo-verde e presentano polpa bianca e succosa.

L’Italia possiede quindi anche a Natale la frutta di stagione più sicura e salubre del mondo che troppo spesso è poco conosciuta ma che va rivalutata e rilanciata.

Per chiudere questo omaggio alla frutta made in Italy, cito ciò che ha affermato il 30 novembre scorso il noto critico d’arte Vittorio Sgarbi nel convegno di Assago organizzato dal Prof. Roberto Della Casa, sul tema della frutta e verdura nella storia dell’arte: “Frutta e Verdura hanno anche un valore in se stessi, perché rappresentano il ciclo della vita che si offre a noi nella sua abbondanza e che si mostra a noi nel suo ciclo naturale di vita e di morte, di fioritura e di fragilità”.

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