A Cervinia lo chef porta Napoli sulle Alpi

L’Hermitage di Cervinia, struttura a cinque stelle che fa parte di Relais&Chateaux, ha rivoluzionato la sua cucina chiamando come consulente il due Stelle Michelin Francesco Sposito: ecco come la tradizione nordica ha incontrato i sapori mediterranei.

A Cervinia lo chef porta Napoli sulle Alpi

Avete voglia, magari tra una sciata e l’altra, di un babà al rum, di un piatto di puntarelle o di una selezione di “pummarole”, magari servita – visto che siamo a 2.050 metri di altitudine – con un infuso alle erbe di montagna, fragole e aglio nero fermentato? All’Hermitage Hotel & Spa di Cervinia, struttura 5 stelle da 25 anni affiliata con Relais&Chateaux, potete sentirvi a Napoli anche sulle Alpi: nelle cucine dell’albergo che ha 40 camere e fa 8mila coperti l’anno sono infatti arrivati lo chef toscano Gabriele Avanzi ma soprattutto il 2 Stelle Michelin Francesco Sposito, napoletano doc (è sua la Taverna Estia di Brusciano, in provincia di Napoli), in qualità di Consultant Chef.

“E’ con lui – spiega il proprietario e Maître de Maison dell’Hermitage, Corrado Neyroz – che abbiamo studiato e messo a punto il menù alla carta del ristorante, rivisitando la tradizione aostana e abbinando i prodotti tipici del nostro territorio con altri sapori, spesso meridionali”. Ecco dunque che alcuni piatti sono un perfetto compromesso tra il Nord “montanaro”, influenzato dalla tradizione francese, e il profondo Sud: ad esempio le lasagne con cime di rapa, ricotta e toma d’alpeggio; oppure la tipicissima ma ultra calorica zuppa valpellinese, rivisitata in chiave leggera sotto forma di risotto; o ancora la guancia di fassone alla carbonade che rimane fedele ma viene accompagnata da un puré di zucca arrosto e indivia croccante anzichè da una più coerente polenta. O volendo esagerare il foie gras d’anatra al torchon marinato al calvados, con coda di scampo arrosto, insalatina di crescione e rabarbaro accompagnato da olio alla vaniglia. Una sorta di rivoluzione fusion, sulla quale Neyroz ha creduto fortemente, investendo “4-5 milioni di euro negli ultimi cinque anni”.

L’Hermitage di Cervinia, che superando i 2.000 di altitudine si afferma come il più alto Relais&Chateaux in Italia, propone pure un menù del giorno, a cura dello chef Avanzi: “E’ anche quella un’offerta molto ricca – spiega Neyroz – e non abbiamo toccato i prezzi negli ultimi anni: siamo sempre sui 20-22 euro per i primi e sui 28-30 euro per i secondi”. Il ristorante è aperto anche a chi non alloggia nell’hotel, che può ospitare una ottantina di clienti in media a notte, e la struttura segue le aperture tipiche della stagione di montagna: “Siamo aperti da fine novembre a fine aprile e poi a luglio e agosto per la stagione estiva”.

La struttura, che dal 2009 ha conquistato la quinta stella diventando l’unica struttura a 5 stelle a Cervinia e la seconda in Valle D’Aosta, ha anche ottenuto il riconoscimento nella categoria “Luxury Ski Resort at Global Level” al World Luxury Hotel Awards di Doha nel 2016 e nel 2018 il ristorante ha ricevuto un cappello dalla prestigiosa guida dell’Espresso “I Ristoranti e i Vini d’Italia”.

Share this post

Post Comment