Napoli: la cravatta di moda ricavata dalla produzione degli agrumi

La collezione ecosostenibile di Marinella è realizzata in Orange Fiber, sottoprodotto della lavorazione industriale degli agrumi. L’idea da una azienda di fibre tessili innovative nata quattro anni fa.

Napoli: la cravatta di moda ricavata dalla produzione degli agrumi

Potremmo chiamarle le cravatte al gusto d’arancia. La limited edition “Centocinque”, realizzata dal brand E. Marinella, è infatti una collezione ecosostenibile dell’accessorio maschile per eccellenza. Ecosostenibile perché realizzata in Orange Fiber, il tessuto dalla texture impalpabile e setoso al tatto ottenuto dal sottoprodotto della lavorazione industriale degli agrumi, che risponde alle esigenze di innovazione e sostenibilità della moda. Proprio ieri, 12 giugno, un esclusivo evento in occasione di Pitti Immagine Uomo ha celebrato questo binomio nato sotto il segno della nuova era ecologista. 

L’intestazione precisa della società è “Orange Fiber, tessuti sostenibili e innovativi dai sottoprodotti dell’industria di trasformazione degli agrumi”. Ma, in realtà, questa azienda che produce orditi per la moda da sottoprodotti della spremitura industriale delle arance rappresenta molto di più. In primis, Orange Fiber – progetto finanziato da Seed Money, Trentino Sviluppo e Smart&Start, Invitalia – oggi è una Pmi di ultima generazione che sette anni fa, insieme al Politecnico di Milano, ha sviluppato l’innovativo processo che potrebbe convertire le 700mila tonnellate di pastazzo di agrumi prodotte ogni anno nel nostro Paese in tessuti di alta qualità a elevato tasso di sostenibilità e innovazione. L’ultima frontiera per i fashion brand, dicevamo, senza dimenticare il risparmio in termini di costi di smaltimento per le industrie e per l’ambiente. 

Poi, si tratta di un classico esempio di imprenditoria giovane e al femminile. Iscritta al registro delle Pmi innovative, l’azienda è stata costituita a inizio 2014 da Adriana Santanocito, ideatrice esperta di moda e fibre tessili innovative, ed Enrica Arena, cofounder specializzata in marketing, comunicazione e raccolta fondi. Ma, soprattutto, l’azienda con sede a Catania non ha mai smesso di crescere e svilupparsi: i primi prototipi di tessuto sono stati presentati nel 2014 all’Expo Gate di Milano in occasione della Vogue Fashion’s Night Out, mentre l’anno successivo è stato inaugurato il primo impianto pilota per l’estrazione della cellulosa da agrumi in Sicilia. 

Dal Premio Global Change Award 2015 (voluto dall’organizzazione no-profit H&M Foundation per supportare progetti innovativi capaci di rivoluzionare la moda in chiave sostenibile) la lista di premi e riconoscimenti ottenuto da questo tessuto è lunga. Tessuto che ha fatto il suo debutto ufficiale sul mercato internazionale il 22 aprile 2017, in occasione della Giornata della Terra, con la Ferragamo Orange Fiber Collection, la prima collezione moda realizzata con gli esclusivi tessuti da agrumi dalla storica maison fiorentina Salvatore Ferragamo, che ha sposato i valori etici del progetto dando forma al tessuto e mostrandone le potenzialità.  

Gli attenti test di mercato dell’industria tessile nel corso degli anni hanno permesso a Orange Fiber di individuare partner strategici all’interno della filiera che si sviluppa tra l’Italia e l’estero, coinvolgendo le eccellenze del settore. Sostenibilità e innovazione, unite al segno di qualità Made in Italy, contraddistinguono il prodotto e rendono l’azienda un punto di riferimento per gli attori della moda che si preoccupano sia della tutela dell’ambiente, sia dell’esclusività e la più recente collaborazione con il colosso svedese H&M per la Conscious Exclusive Collection H&M (capo sold-out nella prima ora di vendite) ne è la conferma. 

Adesso, però, è il momento di cambiare passo. Così, per affrontare l’ottimizzazione del processo di produzione industriale e l’aumento della capacità produttiva, Orange Fiber ricorre alla campagna di equity crowdfunding su CrowdFundMe, il primo portale italiano di equity crowdfunding quotato in Borsa: c’erano 60 giorni per raggiungere l’obiettivo minimo di 250mila euro – quanto serve a realizzare un impianto capace di estrarre 30 tonnellate di cellulosa l’anno – e il bersaglio è stato raggiunto in anticipo, tanto che ora si punta al tetto massimo dei 650mila euro entro la fine di giugno. Cifra che permetterebbe di raddoppiare il numero di tonnellate di cellulosa. Il che sembra fattibile, visto che Angels for Women (A4W)- il network promosso da AXA Italia a favore dell’empowerment femminile – ha fatto l’importante investimento di 100mila euro. 

“La campagna di equity crowdfunding servirà a finanziare il raggiungimento dei nostri obiettivi, offrendo l’opportunità a nuovi soci di entrare a far parte della società e contribuire a un processo di cambiamento virtuoso fondato sul modello dell’economia circolare – ha commentato Enrica Arena -. Siamo onorate che AXA e le socie di A4W abbiano creduto in noi e nelle potenzialità della nostra azienda. Crediamo che sia un segnale forte per il mondo dell’imprenditorialità verso un futuro in cui donne e uomini ricopriranno in sinergia ruoli dirigenziali all’interno di società e istituzioni”. 

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