Olio extravergine, classifica: due aziende toscane le migliori d’Italia

La Guida Internazionale Flos Olei laurea 20 aziende che hanno raggiunto l’eccellenza. Fonte di Foiano e Franci due etichette garantite da anni. Alla materana Marvulli il premio per il miglior rapporto costo-qualità. La sorpresa 2019, nella top lista dei premiati aziende del Costarica, del Cile, della Spagna

Olio extravergine, classifica: due aziende toscane le migliori d’Italia

Due  Aziende toscane di Olio, L’Oliveto Fonte di Foiano di Castagneto Carducci in quel di Livorno e Franci di Montenero d’Orcia a Castel del Piano in provincia di Grosseto, sono state classificate come le Migliori  dell’anno. Lo ha decretato il panel di esperti della Guida Flos Olei 2019  la più autorevole  del settore, presentata nel corso di una serata di gala al Westin Excelsior di via Veneto a Roma.

Flos Olei, edito da Marco Oreggia uno dei più grandi esperti d’olio in Italia e Laura Marinelli, ha recensito quest’anno ben 500 aziende di eccellenza olearia provenienti da 5 continenti Per un totale di oltre 50 paesi.Venti  di queste sono rientrate nella categoria delle eccellenze. 

Oltre a Fonte di Foiano che a Bolgheri  ha recuperato nella tenuta di 27 ettari alcuni olivi secolari reimpiantandone di nuovi, e Franci, “una professionalità impareggiabile e un ricchissimo paniere di proposte impeccabili”, da tempo due realtà sicure dell’Olio Made in  Italy,  la Guida ha premiato anche l’azienda agraria Viola da Sant’Eraclio in provincia di Foligno come Migliore olio extravergine di oliva dell’anno, e l’azienda agricola Vincenzo Marvulli di Matera, come Migliore olio extravergine d’oliva per il rapporto qualità prezzo, un riconoscimento dovuto ad una azienda che ha fatto della qualità il suo vessillo mantenendo un costo contenuto, un atto di rispetto di Giovanni, figlio del fondatore dell’azienda, verso il padre che raccomandava sempre un’attenzione quasi familiare al cliente tenendosi distanti dai facili guadagni. E così è stato. E oggi l’Olio Marvulli ha un costo veramente competitivo rapportato agli altri oli di qualità.

Altra azienda entrata nell’empireo dei best 20 è l’Azienda Agricola biologica Titone, di Locogrande in provincia di Trapani, alla quale va riconosciuto, come famiglia di farmacisti  da tre generazioni, di aver sempre trattato l’olio biologico che producono  da tempo immemorabile con il rispetto dovuto alla sua purezza e ai suoi sentori tipicamente siciliani, nonché da farmacisti alle sue proprietà. Ha vinto il premio come Migliore Olio Extravergine di Oliva Dop/Igp fruttato intenso. Ancora da segnalare fra gli oli Italiani piazzatisi ai primi venti posti l’Azienda agricola De Carlo di Bitritto in provincia di Bari, Migliore olio extravergine d’Oliva da agricoltura Biologica Dop/Igp, uno stabilimento d’avanguardia che lavora olive raccolte in 132 ettari.

Passando alle sorprese di quest’anno troviamo fra i vincitori di questa gara globale un’azienda del Costa Rica, Olivas Ruta del Sol che si è aggiudicato  il premio per il Migliore Olio Extravergine di oliva da Agricoltura biologica,  un’azienda cilena, Agricola Pobena nella zona di Cardenal Caro, un’azienda da 360 ettari che da anni si è immessa su un percorso di qualità e che oggi ottiene il suo riconoscimento,  un’azienda Ungherese, Oleum Maris, una greca, Lia Cultivators e quattro aziende spagnole che non sorprendono perché da tempo la Spagna ha deciso di affermarsi sul terreno dell’eccellenza e dei mercati internazionali. L’ingresso di questi Paesi nel Gotha dell’olio eccellente così come emerge da Flos Olei  è un dato molto interessante perché dimostra che la cultura dell’olio un tempo prerogativa esclusiva dei paesi dell’area mediterranea, Italia e Spagna soprattutto, si sia oramai largamente diffusa in altri paesi non solo europei ma anche al di fuori dell’Europa. Provane sia che al di là delle 20 aziende vincitrici collocate al top dell’eccellenza,in gara quest’anno sono entrati anche oli del Medio Oriente, del quadrante asiatico,  del Giappone e perfino dell’Oceania.

“Attraverso l’assaggio e la selezione di migliaia di campionature  – osserva  Marco Oreggia i curatori di Flos Olei portano a conoscenza del lettore le migliori aziende produttive a livello mondiale guidandolo nella scelta orientata all’eccellenza. Soprattutto nella scoperta che sono oramai abbattute le frontiere della qualità e che si ottengono ottimi risultati produttivi in tutti e cinque i continenti.  Anzi si contano tra i paesi olivicoli anche colossi economici inaspettati come Cina, Giappone, Brasile, India”.

Sono dunque  52 le nazioni del mondo presenti in guida ognuna con il proprio spazio introduttivo che offre un panorama storico-culturale di produzione. In totale vengono presi in esame 779 oli. Ovviamente il cuore della produzione olearia resta sempre il Mediterraneo ma nuove realtà si affacciano al Panorama della produzione di qualità e alcune sono in forte crescita nel mercato olivicolo di alto livello come la Croazia la Francia la Slovenia e il Marocco.

Tornando ai primi premi c’è da segnalare che  la guida ha celebrato i suoi dieci anni di attività  assegnare i riconoscimenti  in base  una valutazione complessiva e non legata alla produzione dell’anno.  Nel senso che i curatori hanno riconosciuto un punteggio aziendale secondo un criterio di attribuzione che non si basa tanto sulla valutazione del singolo olio selezionato quanto sulla considerazione complessiva della realtà produttiva tenendo conto del valore della singola azienda nel territorio dove nasce e produce,premiando l’impegno profuso in un progetto il più possibile esteso a tutta la filiera, con l’obiettivo di riconoscere il rischio di impresa delle aziende. In tal modo  si offre al consumatore uno strumento di valutazione trasparente delle differenti realtà segnalate nella loro storia, sinonimo di garanzia.

Quando si parla di oli non da oggi si finisce per parlare di prezzi. Argomento oltremodo spinoso quando  bisogna prestare attenzione al portafoglio.  Ma qui funziona l’apporto culturale della Guida che induce a fare acquisti ragionati nella consapevolezza che quando ci si trova di fronte a un bancone della grande distribuzione organizzata e vi pubblicizzano un olio extravergine d’oliva

(qualche volta furbescamente Olio d’oliva senza extravergine)  e si passa da un prezzo di 4 euro a 20 e più euro, un ragionamento va pur fatto chiedendosi come sia possibile,  coprendo i costi notevoli della produzione di qualità ( e quindi salutare) vendere un olio, elemento di natura. al prezzo di una bibita industriale composta di acqua e zuccheri.

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